Racconta la tua storia di leadership femminile

La soglia della Ditta Livoni negli anni Settanta

Oggi ti racconto una storia vera e molto personale. Leggila. Alla fine ti chiederò, se vorrai, di ricambiarmi con una storia tutta tua.

Una leader che conosco

Era il 1974, lei aveva poco più di 20 anni e ne dimostrava meno ancora. Pensare al futuro la faceva piangere. Il matrimonio non andava come aveva sognato. Al figlio, che aveva appena un anno e mezzo, voleva offrire più di quello che il posto di operaio del marito sembrava garantire. Aveva cucito tendaggi sotto padrone per anni, e lo sapeva fare bene. Poteva ripartire da lì. Doveva ripartire da lì, altrimenti cosa sarebbe stato di lei?

Trovò da sola un negozio sfitto e convinse il vecchio proprietario, un reduce della campagna di Russia, ad affidarglielo.  In banca c’erano 800.000 lire, ma il marito le disse che non li avrebbe sfiorati nemmeno per errore. L’idea di aprire un negozio era folle. Che cosa si era messa in testa? Ma lei pensava: non posso fallire. Non fallirò. Nemmeno per un istante pensò di non riuscire nel suo intento. C’era in palio la sua vita.

Si rivolse a una eccentrica zia separata (nel 1974!). Lei e il suo nuovo compagno le prestarono quanto bastò per acquistare una Fiat 500 familiare. Ci caricò sopra delle poltroncine che aveva in casa, un tappeto, un mobiletto d’epoca di famiglia e una lampada, che posizionò nel suo nuovo negozio. Visto dalla vetrina quell’ambiente arredato con pochi mezzi ma molto gusto sembrava un alloggio signorile. Lei confezionò delle tende con tutta la sua arte e le espose alle pareti. Poi attese con il cuore in gola.

Un successo che ho vissuto

I clienti cominciarono a entrare. Più di quanti avrebbe immaginato. Erano curiosi di scoprire un locale così raffinato sulla cui vetrina si specchiavano i mattoni rossi delle case popolari e rimanevano increduli quando ad accoglierli arrivava una ragazzina minuta che dichiarava di essere la proprietaria e la creatrice di tutti quei panneggi, di quelle bellissime tende e delle ambientazioni sofisticate che riempivano gli occhi. Nel giro di pochi mesi la Ditta Livoni (così si chiamava) prese a girare a pieno regime. I soldi entravano, i clienti erano soddisfatti, i migliori fornitori facevano a gara per servire la ragazza e si compiacevano di quanto fosse gradevole avere a che fare con lei. La stessa cosa pensavano i clienti. Quella piccola arredatrice aveva un modo di fare che conquistava la fiducia di tutti. Il suo bambino che ogni tanto trotterellava dal retro, aveva l’abitudine di guardare storto i clienti maschi, ma tutto sommato era carino.

Tutta la vita di quel bambino, che sono io, è stata influenzata positivamente dalla decisione di mia madre, che si assunse il rischio di fallire, ma mai quello di rinunciare. Di  lì a qualche anno mio padre si unì all’impresa e divenne uno straordinario artigiano, imparando il mestiere da sua moglie. Spero che le sia sempre stato grato. Tutto ciò che ho avuto, le possibilità che mi sono state offerte, sono dipese da quella giovane e dalla sua decisione di essere leader della propria vita. Questa è una storia di coraggio, tenacia, ottimismo, di capacità professionali e di relazione con gli altri. È la storia di una donna leader, mia madre.

Leadership femminile, il libro che stiamo scrivendo. Con te.

Oggi che sto scrivendo con una grande Coach, Francesca Romano, un libro sulla leadership al femminile, mi chiedo quante donne straordinarie facciano ogni giorno la differenza. E mi domando come possiamo raccontarlo al meglio delle nostre possibilità. La risposta che ho trovato, con Francesca, è questa: coinvolgere le donne che ci vogliono raccontare la loro storia di leadership, di successo personale, di superamento delle difficoltà, per condividere al meglio quali sono le risorse femminili che possono fare di ogni individuo un leader nella propria vita. E spesso, in quella degli altri.

Se vuoi raccontarci la tua storia di leadership femminile, che potrà essere inserita in un libro di prossima pubblicazione, scrivila al mio indirizzo: flatroisi@gmail.com 

Grazie e a presto!

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4 Comments

  • la tenacia e la grande volonta, tua mamma la dimostrava gia da ragazza. Ho sempre pensato che qualcosa avrebbe tirato fuori dalla sua piccola statura , dalla sua grande vitalita’ e intelligenza.
    erano anni che tutti dovevamo dare il meglio di noi ma nonostante……che ognuno e’ artefice del suo destino,
    a volte si e’ costretti a fare delle scelte che non coincidono con i nostri desideri e aspirazioni, ma l’importante e’ portare avanti le proprie scelte con serenita e consapevolezza delle decisioni prese senza guardarsi indietro. Forse le mie scelte non erano le mie aspirazioni di ragazza, ma sono serena e non guardo indietro, non ho pentimenti per non essere riuscita a realizzare i miei sogni, erano solo sogni, la realta quotidiana e ben diversa. Ho realizzato una famiglia che mai avrei pensato di avere e sopratutto non ho abbandonato il compagno della mia vita(marito) nel momento che piu’ aveva bisogno, a volte e’ molto dura, ma e’ stata una mia scelta consapevole. scusa e chiudo. cia flavio, sono una vecchia amica di tua mamma (ritrovata)

    • Be’, sono molto felice di leggere ciò che mi scrivi e che vi siate ritrovate! Che sorpresa, questo commento…

  • E’ ancora attiva questa possibilità?

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